La gioia della stagione pasquale

Nel monastero, il digiuno inizia a settembre, diventa un po’ più rigido durante la quaresima e infine si intensifica nella Settimana Santa. Questo vuol dire che dopo si può trarre conforto con maggiore gioia nell’Ottava di Pasqua, che è terminata domenica, e nei 40 giorni del periodo pasquale che ora prendono piena forma. Ho aspettato a scrivere a tutti voi, consapevole di avere ancora qualche settimana di tempo per celebrare questo periodo pasquale. Questa è stata la nostra prima Settimana Santa nella nuova cappella e dunque abbiamo pregato con molta gratitudine per tutti coloro che ci hanno aiutato a costruirla.

Ancora fresca nelle nostre menti è la bellezza del Triduo, in particolare dell’Ufficio delle Tenebre. Ogni mattina durante i tre giorni precedenti la Pasqua, i monaci e gli ospiti hanno osservato la lampada funebre che si estingueva gradualmente via via che venivano intonati i salmi. Alla fine dell’ufficio, la candela finale non è stata spenta ma portata in una zona buia del monastero, a simboleggiare la discesa di Cristo agli Inferi. In questo momento di totale oscurità, i monaci battono rumorosamente i pugni sui banchi del coro, evocando il terrore e la gioia assoluti che dovrebbero essersi verificati nei tormenti dell’Inferno mentre Cristo riportava da quel luogo le anime benedette non più destinate alla sofferenza eterna e alla dannazione. La luce di Cristo torna per ricordarci la Sua presenza e la Sua chiamata affinché scegliamo tra luce e oscurità.

Molte famiglie erano presenti durante questi meravigliosi misteri della Settimana Santa, ricordando a noi monaci che dovremmo vivere la nostra vocazione con maggiore serietà e vigore. Dalle loro fedeltà alla permanenza del matrimonio, verrano le nostre vocazione. Se i ragazzi di oggi non hanno esperienza in famiglia di stabilità, nonostante le sofferenze, sarà molto faticoso per loro accettare le sofferenze del chiostro. La Madre di Cristo ha potuto sperimentare la solitudine della Croce, e tramite la croce, la speranza della Risurrezione.

La primavera sta arrivando a Norcia. I monaci stanno impiantando l’orto. Mentre vediamo la nuova vita tornare nella bellissima collina umbra, preghiamo che la morte e la risurrezione di Cristo portino gioia a te e alla tua casa e che possiamo avere il coraggio di imitarLo attraverso la morte e la resurrezione. Preghiamo in modo speciale per tutti quei pastori di anime che lottano in modi grandi e piccoli per sconfiggere l’oscurità della confusione e portare la luce della fede nel mondo.

Pax,
Priore Benedetto Nivakoff, O.S.B.