Voti Solenni

Nonostante i professionisti della salute e del benessere ogni giorno facciano scoperte mirate a migliorare e allungare la vita, una sorta di “paura di essere tagliati fuori” sembra diffondersi sempre più. La paura di “perdersi qualcosa” alimenta la paura ad impegnarsi nel matrimonio, nella famiglia o perfino a lavorare per più di qualche anno nello stesso posto di lavoro.

Ma quando venerdì scorso Don Agostino Wilmeth della Carolina del Sud ha preso i voti solenni durante la festa del Sacro Cuore, promettendo di vivere da monaco fino al giorno della sua morte, questo ci ha dato modo non solo di rallegrarci per la sua decisione, ma di sperare che tutti noi – sposati o monaci – possiamo fare i sacrifici necessari a vivere questo breve periodo che abbiamo sulla terra completamente per Dio.

Gremita di parenti e amici dagli Stati Uniti e dall’Italia e dei suoi fratelli monaci, la nostra piccola cappella di legno è diventata per i presenti un rifugio da tempesta e tuoni che si erano scatenati all’esterno, creando un forte contrasto con gli antichi canti e le esortazioni del rituale:

Possa egli essere “lontano dagli sfarzi del mondo terreno, lontano dalla rete di insidie della vita, possa egli non temere le avversità, possa sopportare volentieri le ferite, amare e prendersi cura degli amici e dei nemici allo stesso modo, con azioni e con il cuore pieni di castità, possano il suo cuore e la sua bocca essere avvolti e colmi dell’amore di Dio Onnipotente.”

Uno dei modi per un monaco di crescere in umiltà, a parte il profondo richiamo alla vocazione, è di non prendersi troppo sul serio. Questo è stato più facile grazie ai canti e alle performance dei nostri amici giocolieri, gli studenti dell’Accademia di San Gregorio (https://gregorythegreatacademy.org/) , eseguiti sotto la pioggia dopo la cerimonia, facendo ancora una volta di Norcia una riposante sosta per i giovani che facevano il pellegrinaggio a piedi verso Roma.

Senza rendercene conto, lo spettacolo dei giocolieri è diventato l’icona della vita monastica, che altro non è che la vita cristiana vissuta in disparte. Il nostro Salvatore Gesù Cristo è venuto per salvare il mondo, non per condannarlo. Tuttavia ognuno di noi deve ancora vivere nel mondo, con paura e tremore, adoperandosi per la propria salvezza. Dobbiamo cercare di tirar fuori l’ordine dal disordine del nostro mondo e della nostra anima, e mai perdere la speranza poiché è l’azione di Dio, non la nostra, che conta di più.

In Cristo
Priore Benedetto Nivakoff, O.S.B.